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	<title>ortodontista Archivi - Hodos Ortodonzia Specialistica</title>
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	<title>ortodontista Archivi - Hodos Ortodonzia Specialistica</title>
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		<title>Permuta dentaria tardiva o precoce: quando è il momento di preoccuparsi?</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2026/05/27/permuta-dentaria-tardiva-o-precoce-quando-e-il-momento-di-preoccuparsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[web@tobeplus.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[dente]]></category>
		<category><![CDATA[dente permanente]]></category>
		<category><![CDATA[denti da latte]]></category>
		<category><![CDATA[ortodontista]]></category>
		<category><![CDATA[permuta dentaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La permuta dentaria rappresenta una fase fondamentale nella crescita di ogni bambino. Il passaggio dai denti da latte alla dentatura permanente non riguarda soltanto l’estetica del sorriso, ma coinvolge anche lo sviluppo corretto delle ossa mascellari e della funzione masticatoria. Per questo motivo, molti genitori osservano con attenzione ogni cambiamento e si chiedono se i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>permuta dentaria</strong> rappresenta una fase fondamentale nella crescita di ogni bambino. Il passaggio dai <strong>denti da latte</strong> alla dentatura permanente non riguarda soltanto l’estetica del sorriso, ma coinvolge anche lo sviluppo corretto delle ossa mascellari e della funzione masticatoria. Per questo motivo, molti genitori osservano con attenzione ogni cambiamento e si chiedono se i tempi siano davvero normali.</p>
<p>Non tutti i bambini, però, seguono lo stesso ritmo. Alcuni perdono i denti molto presto, mentre altri sembrano tardare rispetto ai coetanei. In molti casi non esiste alcun problema, tuttavia è importante riconoscere i segnali che richiedono una valutazione specialistica.</p>
<p>Oggi noi di <strong>Hodos Ortodonzia specialistica</strong> abbiamo il piacere di ricordarvi perché monitorare la <strong>permuta dentaria</strong> aiuta a prevenire <em>alterazioni dello</em> <em>sviluppo craniofacciale</em>, <em>malocclusioni</em>, <em>affollamenti</em> e difficoltà future.</p>
<h2><strong>Permuta dentaria: quando inizia e quanto dura</strong></h2>
<p>La <strong>permuta dentaria</strong> inizia generalmente intorno ai<em> 6 anni </em>e termina verso i <em>12-13 anni</em>. Durante questo periodo, i denti decidui lasciano spazio ai permanenti seguendo un ordine piuttosto preciso.</p>
<p>La prima fase interessa gli incisivi e i primi molari permanenti. Successivamente compare una breve fase di stasi, spesso interpretata dai genitori come un ritardo. In realtà, durante questo periodo le radici dei denti decidui posteriori iniziano lentamente a riassorbirsi. Infine, <em>tra i 10 e i 12 anni</em>, cadono canini e molaretti decidui, sostituiti dai <strong>denti permanenti</strong>.</p>
<p>Ogni organismo, però, cresce con tempi differenti. Per questo motivo, leggere lievi variazioni rispetto alla media non devono generare allarmismi immediati.</p>
<h2><strong>Permuta dentaria precoce: quali problemi può causare</strong></h2>
<p>Si parla di <strong>permuta dentaria</strong> precoce quando i <strong>denti da latte</strong> cadono prima dei 5 anni. Nella maggior parte dei casi, il fenomeno dipende da <em>traumi</em> oppure da <em>carie profonde</em> che distruggono la <em>corona dentale</em> se non trattata o in alcuni casi rendono necessaria l’estrazione.</p>
<p>La perdita anticipata di un <strong>dente</strong> può compromettere il corretto sviluppo dell’<em>arcata dentale</em>. I denti decidui, infatti, mantengono lo spazio necessario ai permanenti. Quando vengono persi troppo presto, i denti vicini tendono a spostarsi verso lo spazio vuoto, ostacolando la corretta <em>eruzione</em> del dente definitivo.</p>
<p>In queste situazioni, l’intervento tempestivo dell’<strong>ortodontista</strong> risulta imprescindibile per evitare la compromissione della situazione. Talvolta il professionista può consigliare l’utilizzo di un mantenitore di spazio. Esistono vari tipi di mantenitori di spazio e lo specialista deve scegliere quello che trova più opportuno per ogni caso ma la <em>funzione</em> di questi dispositivi è la medesima: <em>mantenere lo spazio</em> per la <em>corretta eruzione</em> del permanente e preservare il potenziale di allineamento corretto dei denti durante la crescita.</p>
<h2><strong>Permuta dentaria tardiva: quando è necessario approfondire</strong></h2>
<p>La <strong>permuta dentaria</strong> tardiva si verifica quando, <em>superati gli 8 anni</em>, non è ancora caduto alcun dente oppure quando il permanente non compare dopo molti mesi dalla caduta del deciduo.</p>
<p>Le cause possono essere differenti. In alcuni casi esiste una semplice familiarità genetica. Altre volte, invece, il problema dipende da una <em>mancanza di spazio</em> nell’arcata dentale o dalla presenza di <em>denti inclusi o ritenuti</em>.</p>
<p>Esistono anche situazioni più specifiche, come l’agenesia dentale. In questo caso il <strong>dente permanente</strong> non si sviluppa affatto e il dente da latte può rimanere in posizione per molti anni. Inoltre, alcuni denti decidui possono risultare <em>anchilosati</em>, cioè fusi all’osso, impedendo la normale eruzione del corrispettivo permanente.</p>
<p>Per individuare tempestivamente queste anomalie, il controllo specialistico rappresenta la soluzione più efficace.</p>
<h2><strong>Prima visita ortodontica: perché non aspettare la fine della crescita</strong></h2>
<p>Molti genitori pensano di rivolgersi all’<strong>ortodontista</strong> soltanto a dentatura completa. In realtà, gli specialisti consigliano una prima visita già intorno ai 6 anni (seppur quella odontoiatrica pediatrica dovrebbe essere fatta entro i tre anni).</p>
<p>Attraverso esami diagnostici specifici, come <em>l’ortopantomografia</em>, il professionista può verificare la presenza dei germi dentari permanenti e controllare eventuali problemi di <em>spazio</em> o <em>posizione</em>. Inoltre, l’ortodonzia intercettiva permette di guidare la crescita delle ossa mascellari e favorire una corretta eruzione dentale e un armonioso sviluppo cranio facciale.</p>
<p>Intervenire precocemente consente spesso di <em>ridurre la durata</em> dei trattamenti futuri. Allo stesso tempo, diminuisce il rischio di affrontare terapie più invasive durante l’adolescenza.</p>
<h2><strong>I segnali che genitori, pediatri, educatori… non dovrebbero ignorare</strong></h2>
<p>Alcuni segnali meritano particolare attenzione. Un controllo specialistico risulta consigliato quando:</p>
<ul>
<li>un <strong>dente</strong> cade solo da un lato e il corrispettivo opposto resta fermo per oltre sei mesi;</li>
<li>il <strong>dente permanente</strong> cresce dietro a quello da latte, creando il cosiddetto “<em>doppio binario</em>”;</li>
<li>compaiono <em>gonfiore</em>, <em>dolore</em> o <em>infiammazioni gengivali</em> persistenti;</li>
<li>il bambino manifesta <em>difficoltà nella masticazione</em> o nella <em>chiusura della bocca.</em></li>
</ul>
<p>Anche la presenza di denti storti o molto affollati può indicare uno sviluppo non corretto delle <em>arcate dentali</em>.</p>
<h2><strong>Permuta dentaria e prevenzione: il ruolo dei controlli periodici</strong></h2>
<p>Controllare con regolarità la <strong>permuta dentaria</strong> significa proteggere la salute orale del bambino nel lungo periodo. Una diagnosi precoce permette infatti di individuare anomalie che, se trascurate, potrebbero compromettere sia l’<em>estetica del sorriso </em>sia la <em>funzionalità masticatoria</em>.</p>
<p>Ogni bambino cresce con tempi differenti, ma la prevenzione resta sempre l’arma più efficace. Attraverso visite periodiche e controlli mirati, è possibile accompagnare la crescita dentale in modo sereno e intervenire rapidamente quando necessario.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>5 domande comuni sull’ortodonzia per bambini</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2025/07/09/5-domande-comuni-sullortodonzia-per-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[web@tobeplus.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 09:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[ortodontista]]></category>
		<category><![CDATA[ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[ortodonzia bambini]]></category>
		<category><![CDATA[prima visita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti genitori si chiedono quando sia il momento giusto per portare il proprio figlio dall’ortodontista o se sia davvero necessario un apparecchio ortodontico. L’ortodonzia per bambini è un tema che genera spesso dubbi e domande, anche tra chi presta già molta attenzione alla salute orale dei propri figli. Oggi noi della squadra di Hodos Ortodonzia Specialistica vorremmo rispondere</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2025/07/09/5-domande-comuni-sullortodonzia-per-bambini/">5 domande comuni sull’ortodonzia per bambini</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti genitori si chiedono quando sia il momento giusto per portare il proprio figlio dall’<strong>ortodontista</strong> o se sia davvero necessario un <em>apparecchio ortodontico</em>. L’<strong>ortodonzia per bambini</strong> è un tema che genera spesso dubbi e domande, anche tra chi presta già molta attenzione alla <strong>salute orale</strong> dei propri figli.</p>
<p>Oggi noi della squadra di <a href="https://hodosortodonzia.it/"><strong>Hodos Ortodonzia Specialistica</strong></a> vorremmo rispondere alle <strong>5 domande più comuni</strong> <strong>sull’ortodonzia infantile</strong>, per aiutarti a fare scelte <em>consapevoli</em> e <em>tempestive</em>.</p>
<ol>
<li>
<h2><strong> A che età fare la prima visita ortodontica?</strong></h2>
</li>
</ol>
<p>La <strong>prima visita ortodontica </strong>dovrebbe avvenire <strong>entro i 5-6 anni </strong>ma è caldamente consigliata entro i<strong> 36 </strong>mesi di vita, anche se i denti da latte sono ancora presenti. In questa fase, è possibile <em>intercettare eventuali problemi scheletrici o funzionali</em> prima che si consolidino con la crescita e pregiudichino un <em>armonico sviluppo</em> funzionale ed estetico.</p>
<p>Una <strong>diagnosi</strong> precoce permette:</p>
<ul>
<li>di guidare lo sviluppo delle ossa mascellari;</li>
<li>di prevenire o limitare la necessità di trattamenti più invasivi in futuro;</li>
<li>di correggere abitudini scorrette come la respirazione orale o la deglutizione atipica.</li>
</ul>
<ol start="2">
<li>
<h2><strong> Come capire se un bambino ha bisogno dell’apparecchio?</strong></h2>
</li>
</ol>
<p>Ci sono alcuni <em>segnali visibili </em>che possono indicare la necessità di un intervento <strong>ortodontico</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>denti storti o accavallati</strong>;</li>
<li>spazi eccessivi o mancanza di spazio;</li>
<li><strong>morso inverso</strong>, morso aperto o profondo;</li>
<li>difficoltà nella masticazione o nella pronuncia;</li>
<li>abitudini prolungate come il <strong>ciuccio oltre i 3 anni</strong> o il <strong>succhiamento del pollice </strong>(o altri oggetti).</li>
</ul>
<p>Tuttavia, in molti casi solo l’<strong>ortodontista</strong> è in grado di valutare correttamente la situazione. Per questo, è fondamentale <em>non aspettare che compaiano problemi evidenti</em>: la <strong>prevenzione</strong> in <strong>ortodonzia</strong> è tutto.</p>
<ol start="3">
<li>
<h2><strong> È vero che non si può intervenire finché non spuntano tutti i denti permanenti?</strong></h2>
</li>
</ol>
<p>No. Uno dei falsi miti più comuni è che si debba aspettare l’eruzione completa dei <strong>denti permanenti</strong> per iniziare un <strong>trattamento ortodontico</strong>. In realtà, alcuni apparecchi si usano proprio <em>durante la dentizione mista o decidua</em>, cioè quando ci sono ancora tutti o molti <strong>denti da latte</strong>.</p>
<p>In questa fase, è possibile:</p>
<ul>
<li><strong>correggere la crescita delle ossa</strong>;</li>
<li><strong>espandere il palato</strong>;</li>
<li>creare spazio per tutti i denti permanenti;</li>
<li>migliorare la respirazione nasale e la postura mandibolare.</li>
</ul>
<p>Un trattamento precoce può <em>evitare o semplificare </em>l’uso dell’<strong>apparecchio</strong> <strong>ortodontico</strong> in età adolescenziale o adulta.</p>
<ol start="4">
<li>
<h2><strong> Che tipo di apparecchio si usa nei bambini?</strong></h2>
</li>
</ol>
<p>Gli <strong>apparecchi ortodontici per bambini</strong> si dividono in due grandi categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Apparecchi mobili</strong>: sono rimovibili, spesso usati per espandere il palato o correggere abitudini viziate;</li>
<li><strong>Apparecchi fissi</strong>: con attacchi metallici o in ceramica, più indicati in fase adolescenziale, quando i denti permanenti sono già tutti presenti.</li>
</ul>
<p>La scelta del tipo di dispositivo dipende da molti fattori tra cui:</p>
<ul>
<li>età del bambino;</li>
<li>tipo di malocclusione;</li>
<li>livello di collaborazione;</li>
<li>obiettivi del trattamento.</li>
</ul>
<ol start="5">
<li>
<h2><strong> L’ortodonzia fa male ai bambini?</strong></h2>
</li>
</ol>
<p>Una delle paure più diffuse è che l’<strong>apparecchio ortodontico </strong><em>sia doloroso</em>. In realtà, i bambini si abituano <em>molto rapidamente</em> agli apparecchi. Alcuni possono <em>avvertire un leggero fastidio nei primi giorni</em>, ma è del tutto <em>normale</em> e temporaneo e il tuo <strong>ortodontista</strong> della squadra Hodos ha tutti i consigli e le raccomandazioni affinché il fastidio si risolva nel minor tempo possibile.</p>
<p>Inoltre, grazie a tecnologie moderne e materiali innovativi, oggi l’<strong>ortodonzia infantile è molto più confortevole</strong> rispetto al passato e il <strong>bambino</strong> e la sua famiglia possono percorrere insieme alla squadra Hodos un cammino di educazione all’<strong>igiene della bocca </strong>fondamentale per la buona salute di tutto l’organismo.</p>
<h2><strong>Conclusione</strong></h2>
<p>L’<strong>ortodonzia per bambini</strong> non riguarda solo l’estetica del sorriso, ma il corretto sviluppo del volto, della bocca, della respirazione e della postura. Rispondere con consapevolezza ai dubbi più comuni aiuta i genitori a <strong>prendersi cura della salute dentale dei propri figli sin dai primi anni</strong>.</p>
<p>Se hai notato qualche irregolarità o semplicemente vuoi fare un controllo, <a href="https://hodosortodonzia.it/"><strong>Hodos Studio di Ortodonzia Specialistica</strong></a> può offrirti le informazioni di cui hai bisogno per prenderti cura della salute della tua bocca e di quella dei tuoi bambini, perché la salute del tuo sorriso è il nostro successo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conosci l’ortodonZia? Sai qual è il ruolo dell’ortodonTista?</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2022/07/12/ortodontista-o-ortodonzia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[web@tobeplus.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 12:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[ortodontista]]></category>
		<category><![CDATA[ortodonzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il team dello Studio Hodos approfondisce un nuovo argomento per definire al meglio questa figura professionale, semplificando alcuni concetti. Quali sono le differenze tra dentista e ortodontista? Il dentista è colui che si occupa della salute dei denti, delle gengive e dei tessuti presenti nella bocca. Per comprendere la differenza tra le due figure si</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2022/07/12/ortodontista-o-ortodonzia/">Conosci l’ortodonZia? Sai qual è il ruolo dell’ortodonTista?</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il team dello Studio Hodos approfondisce un nuovo argomento per definire al meglio questa figura professionale, semplificando alcuni concetti.</p>
<h4><strong>Quali sono le differenze tra dentista e ortodontista?</strong></h4>
<p>Il dentista è colui che si occupa della salute dei denti, delle gengive e dei tessuti presenti nella bocca. Per comprendere la differenza tra le due figure si può partire dalla frase: “Tutti gli ortodontisti sono anche dentisti mentre non si può dire il contrario”. L’ortodonzia è infatti una delle specializzazioni che può conseguire il dentista.</p>
<h4><strong>OrtodonTista o ortodonZista? </strong><strong>Qual è il termine corretto per definire questa professione e in cosa consiste</strong>?</h4>
<p>Nonostante il termine indicato per il settore di riferimento sia ortodonZia, il termine più corretto per definire il professionista che se ne occupa è ortodonTista.</p>
<p>L’ortodontista è il professionista definito come colui che svolge attività medico sanitarie relazionate alla prevenzione e al trattamento delle malocclusioni, all’apparecchio dei denti (ma sappiamo che ne esistono tantissimi modelli) e alla gestione dei denti storti e delle malocclusioni.</p>
<p>collegate all’apparecchio dei denti, alla gestione dei denti storti e delle malocclusioni. L’ortodontista svolge un compito importante soprattutto nei confronti dei bambini perché presta attenzione e interviene per garantire il corretto posizionamento dei denti fin dai primi anni di vita, valuta e verifica la corretta crescita e i possibili effetti negativi di genetica o abitudini scorrette.</p>
<p>L’ortodontista Hodos però non si limita a vedere l’aspetto dentale e la malocclusione in maniera sterile e isolata ma, grazie alla professionalità e alle moderne tecnologie di cui dispone può vedere il paziente a 360°.</p>
<h4><strong>Ma un ortodontista non è soltanto questo.</strong></h4>
<p>È un medico che lavora per restituire salute, benessere e armonia alla bocca, al sorriso e alla persona e per migliorare la qualità della vita.</p>
<p>In Hodos lo abbiamo chiamato Ho, che sta per “human oriented” e che in sintonia con il focus sulle persone del nostro Studio prevede un vero e proprio percorso che “abbraccia” il paziente per “comprenderlo” nel letterale senso inclusivo del termine in tutte le sue esigenze.</p>
<h4><strong>In cosa consiste il metodo Ho di Studio Hodos?</strong></h4>
<p>Consiste in un approccio circolare che inizia con l’ascolto attento e l’anamnesi del paziente, lo studio in equipe del trattamento, la condivisione del percorso, e una volta concluso, una fase di follow up, in cui il paziente continua ad essere seguito e monitorato per accertarsi che tutto prosegua per il meglio.</p>
<p>Cerchi un’ortodontista a Mestre e vuoi maggiori informazioni sul nostro approccio e metodo di lavoro? Passa a trovarci nel nostro Studio, scrivici una mail a segreteria.daloja@hodosortodonzia.it o contattaci al numero 041 986661.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alleanza terapeutica: la comunicazione tra Ortodontista e Paziente</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2022/02/05/alleanza-terapeutica-la-comunicazione-tra-ortodontista-e-paziente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[web@tobeplus.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 14:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[ortodontista]]></category>
		<category><![CDATA[relazione medico-paziente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crediamo nel ruolo della comunicazione per creare un ambiente in cui far trovare a proprio agio tutte le persone che ci raggiungono nel nostro Studio Hodos. Il cuore del metodo Hodos è infatti legato all’ascolto dei bisogni del paziente, prima, durante e dopo l’intervento ortodontico. Cosa si intende con alleanza terapeutica? Semplicemente un rapporto sincero,</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2022/02/05/alleanza-terapeutica-la-comunicazione-tra-ortodontista-e-paziente/">Alleanza terapeutica: la comunicazione tra Ortodontista e Paziente</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Crediamo nel ruolo della comunicazione per creare un ambiente in cui far trovare a proprio agio tutte le persone che ci raggiungono nel nostro Studio <em>Hodos</em>. Il cuore del <a href="https://hodosortodonzia.it/metodo/">metodo Hodos</a> è infatti legato all’<strong>ascolto</strong> dei bisogni del paziente, prima, durante e dopo l’intervento ortodontico.</h5>
<p><strong>Cosa si intende con alleanza terapeutica?</strong></p>
<p>Semplicemente un rapporto sincero, trasparente, chiaro in cui vi è una comunicazione empatica. Il concetto di <em><strong>comunicazione</strong></em> comporta, riprendendo la sua classica definizione, la presenza di un&#8217;interazione tra soggetti diversi, come appunto possono essere ortodontista e paziente.</p>
<p>Alla base di una buona comunicazione tra questi individui ci deve essere la capacità di ascolto e l’empatia dell’ortodontista verso le problematiche e le necessità del paziente. Infatti, l’ortodontista deve essere in grado di spiegare chiaramente i vari passaggi del processo terapeutico. Inoltre deve essere in grado di mostrare le sue competenze e di analizzare concretamente la situazione. Instaurare una buona comunicazione, <strong>utilizzando il linguaggio e il tono di voce corretto rispetto all’interlocutore</strong>, migliora lo stato d’animo sia del paziente (spesso impaurito e ansioso) che dell’ortodontista.</p>
<p><strong>Come capire se la relazione tra ortodontista e paziente è solida?</strong></p>
<p>Sicuramente ci si può porre alcune domande e ricercare le risposte. Ad esempio: <em>c’è un dialogo prima e dopo il tempo della visita? Questo dialogo si svolge in modo sereno, o è costruito e dato dalla situazione? Durante la visita, si ascoltano i timori, le paure e le emozioni del paziente? </em></p>
<p>Se la relazione che si crea è buona, i risultati che si potranno ottenere saranno rilevati dal punto di vista ortodontico. Una buona relazione è il primo passo in quanto, <strong>il rapporto tra ortodontista e paziente è basato su un dialogo continuativo nel tempo</strong> (è necessaria almeno una visita annuale di igiene, se non di più).</p>
<p>Il lavoro di ortodontista non è esclusivamente legato alla sua professionalità. Il successo del suo lavoro dipende dal modo in cui crea un&#8217;alleanza terapeutica con i suoi pazienti, comunicando in modo chiaro e trasparente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2022/02/05/alleanza-terapeutica-la-comunicazione-tra-ortodontista-e-paziente/">Alleanza terapeutica: la comunicazione tra Ortodontista e Paziente</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La rubrica dello Studio d’Aloja – Gli amici della salute orale</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2020/02/21/la-rubrica-studio-daloja-gli-amici-della-salute-orale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 11:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
		<category><![CDATA[ortodontista]]></category>
		<category><![CDATA[ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute orale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ugodaloja.it/?p=4733</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chi sono gli amici della salute orale dei bambini? Siete curiosi? Ve li sveliamo oggi nella rubrica dello Studio d’Aloja. Il tutto si può sintetizzare in un’unica parola: prevenzione. Lasciate che il dottor d’Aloja vi illumini su questo tema!</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2020/02/21/la-rubrica-studio-daloja-gli-amici-della-salute-orale/">La rubrica dello Studio d’Aloja – Gli amici della salute orale</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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<p>Chi sono gli amici della salute orale dei bambini? Siete curiosi? Ve li sveliamo oggi nella rubrica dello Studio d’Aloja.</p>
<p>Il tutto si può sintetizzare in un’unica parola: <strong>prevenzione</strong>. Lasciate che il dottor d’Aloja vi illumini su questo tema!
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		<title>La rubrica dello Studio d’Aloja &#8211; Costruire la credibilità per la prima visita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 15:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="La rubrica dello Studio d’Aloja - Costruire la credibilità per la prima visita" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zs7lkP5p_hI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La prima visita <strong>non è un evento casuale</strong>, non è qualcosa che cade dal cielo. Essa è frutto di tutta una serie di azioni che l’ortodontista avrà compiuto nel tempo. Una prima visita è <strong>basata sul passaparola, su informazioni e sulla consapevolezza</strong> che man mano un paziente formerà dentro di sé la cognizione che quel certo professionista, medico od ortodontista, è la persona giusta per risolvere quel problema.</p>
<p>Per costruire questa credibilità <strong>ci vuole tempo e assiduità</strong>, ed è su questo che la relazione, correttamente interpretata da un medico nei confronti di un paziente, può costruire un <strong>successo professionale</strong>.</p>
<p>Nei prossimi video continueremo a sviluppare questo tema in maniera più approfondita. Continuate a seguirci!</p>

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		<title>La rubrica dello Studio d&#8217;Aloja &#8211; La differenza tra ortodontista e odontotecnico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 15:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2019/03/14/la-rubrica-dello-studio-daloja-la-differenza-tra-ordodontista-e-odontotecnico/">La rubrica dello Studio d&#8217;Aloja &#8211; La differenza tra ortodontista e odontotecnico</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro campo ci sono <strong>moltissime figure professionali</strong> a cui corrispondono dei termini diversi che però si assomigliano: abbiamo l&#8217;<strong>odontoiatra</strong>, abbiamo l&#8217;<strong>odontotecnico</strong>, abbiamo l&#8217;<strong>ortodontista</strong>, abbiamo l&#8217;<strong>ortodontotecnico</strong>, abbiamo il <strong>dentista</strong> e&#8230;si tende a fare confusione.</p>
<p>Nello specifico, l&#8217;<strong>odontotecnico</strong> è una figura che ha seguito una scuola professionale specializzata alla <strong>costruzione</strong> di quei dispositivi medici tra i quali ci sono ad esempio le <strong>protesi</strong> o gli <strong>apparecchi ortodontici</strong>.</p>
<p>Invece l&#8217;<strong>ortodontista</strong> è una <strong>figura medica</strong>, una figura che ha seguito uno specifico percorso di specializzazione finalizzato alla <strong>cura e alla prevenzione delle malorosioni</strong>. L&#8217;ortodontista quindi è un medico o un odontoiatra che ha una specializzazione specifica.</p>
<p>Tutti gli ortodontisti sono anche dentisti, ma non tutti i dentisti sono ortodontisti!</p>

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		<title>La rubrica dello Studio d&#8217;Aloja &#8211; Ortodonzia e pedodonzia</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2019/03/08/ortodonzia-e-pedodonzia-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 14:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sia l’ortodonzia che la pedodonzia sono due specialità proprie dell’odontoiatria, nel senso che l’odontoiatria, esattamente come la medicina, è fatta di tante specialità che la compongono. La pedodonzia è quel campo che si occupa dell’odontoiatria nei bambini (il suffisso pedo richiama infatti la pediatria). Il pedodontista è un dentista che ha una specifica attenzione ai</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sia l’<strong>ortodonzia</strong> che la <strong>pedodonzia</strong> sono due <strong>specialità proprie dell’odontoiatria</strong>, nel senso che l’odontoiatria, esattamente come la medicina, è fatta di tante specialità che la compongono.</p>
<p>La <strong>pedodonzia</strong> è quel campo che si occupa dell’<strong>odontoiatria nei bambini</strong> (il suffisso <em>pedo</em> richiama infatti la pediatria). Il pedodontista è un dentista che ha una specifica attenzione ai bisogni dei bambini, alle loro peculiari patologie ma soprattutto è importante che abbia un approccio molto mirato alla speciale sensibilità del bambino.</p>
<p>L’<strong>ortodonzia</strong> invece si occupa molto più estesamente della <strong>crescita e della cura e delle malorosioni</strong>. Per malorosione intendiamo tutte le <strong>mal posizioni dentarie</strong>. L’ortodonzia ha una speciale applicazione ai bambini perché i bambini sono soggetti in crescita, ma si può applicare anche agli adulti. Fondamentalmente si occupa di <strong>correggere e prevenire</strong> tutte le <strong>malocclusioni</strong> o le <strong>mal posizioni dentarie</strong>.</p>

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<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2019/03/08/ortodonzia-e-pedodonzia-differenze/">La rubrica dello Studio d&#8217;Aloja &#8211; Ortodonzia e pedodonzia</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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		<title>La cura dei disturbi del sonno nei bambini</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2018/12/03/la-cura-dei-disturbi-del-sonno-nei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 10:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
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		<category><![CDATA[studio dentistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le difficoltà respiratorie notturne vanno trattate con estrema cautela, soprattutto in età pediatrica. Circa un terzo dei bambini, infatti, russa durante il sonno, saltuariamente o abitualmente: ecco perché sempre più famiglie si affidano ad uno specialista ortodontista per la cura dei disturbi del sonno nei loro bambini. La percentuale interessata da questi problemi cambia in</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2018/12/03/la-cura-dei-disturbi-del-sonno-nei-bambini/">La cura dei disturbi del sonno nei bambini</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le difficoltà respiratorie notturne vanno trattate con estrema cautela, soprattutto in età pediatrica. Circa <strong>un terzo dei bambini, infatti,</strong> russa durante il sonno, saltuariamente o abitualmente: ecco perché sempre più famiglie si affidano ad uno specialista ortodontista per la cura dei disturbi del sonno nei loro bambini.</p>
<p>La percentuale interessata da questi problemi <strong>cambia in base all&#8217;età:</strong> è più frequente tra i due ed i sei anni, e varia inoltre a seconda degli studi effettuati e dei campioni analizzati. Nella maggior parte dei casi di russamento si tratta di un fenomeno poco significativo, che, se passeggero, può essere causato da una banale infiammazione delle alte vie respiratorie. Tuttavia esistono casi in cui il russamento è il<strong> sintomo di qualcosa di molto serio: </strong>parliamo della <strong><u>sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) in età pediatrica</u></strong>.  Si tratta di un disturbo della respirazione, che si presenta tipicamente nel corso del sonno e che comporta l’ostruzione totale o parziale delle vie aeree superiori per un periodo di lunghezza variabile che disturba la normale ventilazione notturna del bambino.</p>
<p>Ecco i sintomi che possono far sospettare la presenza di OSAS:<br />
<strong>&#8211; il russamento (russare nel sonno)</strong></p>
<p><strong>&#8211; l’apnea notturna</strong></p>
<p>&#8211; <strong>i disturbi neurocognitivi</strong></p>
<p><strong>&#8211; i disturbi comportamentali del bambino</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4373 alignleft" src="https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/carino-bambino-che-dorme_23-2147983528-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/carino-bambino-che-dorme_23-2147983528-300x300.jpg 300w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/carino-bambino-che-dorme_23-2147983528-150x150.jpg 150w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/carino-bambino-che-dorme_23-2147983528-100x100.jpg 100w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/carino-bambino-che-dorme_23-2147983528.jpg 626w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La prevalenza di tali fenomeni di apnea ostruttiva del sonno-OSAS arriva fino al 3% nei bambini di età prescolare e scolare; c’è una maggiore incidenza di OSAS tra i due ed i cinque anni, in corrispondenza del picco di ipertrofia delle <strong>vegetazioni adenoidee</strong> e delle <strong>tonsille</strong> che ingombrano lo spazio orofaringeo. Il problema di questi soggetti è proprio la presenza di uno spazio inadeguato per una corretta ventilazione in regione faringea e nasale: ecco perché <strong>la cura dei disturbi del sonno in questi bambini è necessaria.</strong> Nel corso del sonno questo fenomeno tende ad accentuarsi a causa della <strong>posizione supina </strong>e a causa del venire meno del controllo corticale (il controllo dato dallo stato di veglia) sulle funzionalità neurovegetative da parte del bambino. Oltre all’ipertrofia adeno-tonsillare, che è la principale causa di OSAS in età pediatrica, concorrono anche fattori anatomici e funzionali del bambino che spesso si sommano all’ipertrofia adeno-tonsillare in una sorta di circolo vizioso. Infatti la contrazione del mascellare superiore, il palato stretto, il morso crociato <em>(cross bite)</em>, l’insufficienza respiratoria nasale, il naso stretto, la retrusione mandibolare, la micrognazia, la classe due ortodontica, sono, in molti casi, contemporaneamente sia fattori predisponenti che effetti delle OSAS.<br />
La cura dei disturbi del sonno nei bambini tiene poi in grande considerazione l’eventuale presenza di <strong>sovrappeso</strong>: i depositi di grasso peri-faringeo e linguale, infatti, favoriscono l’ostruzione totale o parziale delle alte vie respiratorie nel corso del sonno del bambino.</p>
<p>Il paziente pediatrico con un <strong>disturbo respiratorio del sonno, </strong>abitualmente presenta una respirazione orale causata da ostruzione nasale parziale o totale. Il <strong>russamento</strong> è presente nella quasi totalità dei casi: la respirazione orale provoca la perdita di saliva dalla bocca (i bimbi sbavano sul cuscino), e spesso la storia medica – come appurato dal nostro studio dentistico &#8211; racconta di frequenti otiti e frequenti infezioni delle alte vie respiratorie, la <strong>deglutizione</strong> è spesso scorretta e difficoltosa, la postura linguale è bassa fino a sporgere la lingua in avanti al punto di interporla tra le arcate dentarie a bocca semi aperta, questo soprattutto quando il bambino è <strong>soprappensiero.</strong></p>
<p>Durante il sonno <strong>questi bambini sudano molto</strong> perché devono sforzarsi per riuscire a respirare e ad ossigenarsi adeguatamente. Spesso le famiglie riferiscono allo specialista ortodontista una storia di parasonnie (ossia di altri distrurbi del sonno associati) come le seguenti:</p>
<p>&#8211; <strong>bruxismo</strong> (digrignamento rumoroso dei denti)</p>
<p>&#8211; enuresi notturna (<strong>la pipì a letto</strong>)</p>
<p>&#8211; <em>pavor nocturnus</em> (il disturbo da terrore notturno o gli <strong>incubi</strong>)</p>
<p>&#8211; somniloquius (il <strong>parlare nel sonno</strong>), movimenti incontrollati degli arti (fino alla <em>“restless legs syndome”</em>)</p>
<p>&#8211; <strong>sonnambulismo </strong>(seppur raramente).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4374 alignright" src="https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492-300x200.jpg 300w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492-600x400.jpg 600w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492-480x320.jpg 480w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492-390x260.jpg 390w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492-285x190.jpg 285w, https://hodosortodonzia.it/wp-content/uploads/2018/12/ragazza-che-soffre-di-mal-di-testa_23-2147839492.jpg 626w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />I <strong>sintomi diurni</strong> più tipici di questi bambini sono la presenza di <strong>cefalea </strong>mattutina, l’iperattività, il <strong>deficit di attenzione,</strong> nonché una più scarsa resa scolastica e l’irritabilità. Una volta questi bambini venivano definiti “adenoidei” o bambini dalla <em>“facies adenoidea” </em>a causa della voce nasale e del tipico aspetto del viso caratterizzato dalle <strong>occhiaie profonde</strong> sintomo di ipo-ossigenazione) e dalla bocca sempre aperta in un atteggiamento di eterno stupore, pronto a mascherare una sonnolenza diurna. La <strong>sonnolenza,</strong> meno frequente che nei casi di OSAS degli adulti, in realtà è più spesso alternata ad episodi di <strong>iperattività.</strong></p>
<p>Mentre è facile diagnosticare un quadro riferibile ad <strong>un disturbo respiratorio del sonno </strong>in un bambino come il russamento semplice, è più complicato eseguire la diagnosi di sindrome delle apnee del sonno in un bambino (OSAS). Una volta che sarà emerso il sospetto, si renderà necessaria la visita di un medico o uno <strong>specialista ortodontista esperto del sonno</strong> che visiterà il bambino, fornirà alcuni semplici questionari che dovranno essere compilati da parte dei genitori. I <strong>questionari </strong>non sempre sono dirimenti, ma possono essere indicativi. Un ulteriore strumento di semplice utilizzo è la <strong>pulsossimetria notturna: essa </strong>consiste nell’applicazione di un sensore sul dito del bambino che tramite l’unghia rileva l’andamento notturno della saturazione ematica dell’ossigeno; anche questo esame non è dirimente, ma può fornire alcune indicazioni molto importanti nel momento in cui si rilevi la presenza di desaturazioni ematiche notturne. Il <strong>“<u>gold standard</u>”</strong> degli esami per diagnosticare l’OSAS nel bambino è la <strong>polisonnografia notturna (PSG),</strong> un esame che rileva contemporaneamente molti parametri funzionali che consentono di individuare con precisione l’entità del problema e la sua classificazione. E’ indispensabile un approccio che diagnostichi più parametri: infatti l’OSAS è un quadro determinato da più fattori, che devono tutti essere presi in considerazione in modo da affrontare il problema nel suo insieme allo scopo di curare <strong>i disturbi del sonno nel bambino in modo definitivo.<br />
</strong>I medici definiscono questo approccio <strong>multi-fattoriale ed interdisciplinare.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PERCHE’ E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA L’INDIVIDUAZIONE PRECOCE E LA CURA TEMPESTIVA DEI DISTURBI DEL SONNO NEI BAMBINI, COME IL RUSSAMENTO E L’APNEA OSTRUTTIVA (OSAS)?</strong></p>
<p>Perché l’ipossia (il calo del livello di saturazione ematico dell’ossigeno) intermittente impedisce che il bambino abbia <strong>un sonno riposante e ristoratore</strong> nello sforzo di mantenersi ossigenato adeguatamente. A questo punto il sonno del bambino risulterà frazionato, incapace di conciliarne il dovuto riposo. I canonici meccanismi di recupero funzionale che il sonno normale consente, infatti, vengono impediti dalle apnee. <strong>L’OSAS è una vera e propria malattia sistemica</strong> che comporta uno stato infiammatorio generale nel bambino, al quale si aggiunge lo stress ossidativo. Il disturbo del sonno comporta un <strong>aumento della pressione arteriosa,</strong> a cui consegue un danno endoteliale dei vasi sanguigni.</p>
<p>Anche <strong>il sistema nervoso centrale</strong> ne risente: il cervello del soggetto in crescita è particolarmente plastico, e molte aree cerebrali sono ancora in formazione. Per questo le desaturazioni notturne interferiscono con l’armonico sviluppo cognitivo del bambino. Tutto l’asse neurovegetativo composto da epifisi, ipofisi, ipotalamo e relativi ormoni è alterato nel caso di un disturbo respiratorio del sonno. In questo <strong>modo i disturbi respiratori del sonno influiscono sulla psiche del bambino</strong> alterandone il quadro neurologico che modificando il quadro ormonale interferirà con un corretto sviluppo del sistema immunitario.</p>
<p>In un bambino, un corretto approccio diagnostico e terapeutico renderà <strong>il problema completamente risolvibile</strong>. In altre parole la cura definitiva dei disturbi del sonno nel bambino è possibile, a differenza quanto avviene col paziente adulto, in cui il più delle volte si curano gli effetti dell’OSAS ma non li si elimina quasi mai del tutto.</p>
<p>L’intervento di <strong>adeno-tonsillectomia</strong> deve essere considerato l’intervento di elezione in caso di OSAS grave e di concomitante ipertrofia adeno-tonsillare. Purtroppo non sempre questo intervento risulta essere risolutivo, per cui in questi casi è necessario monitorare attentamente il bambino nel tempo postoperatorio. In questi gravi casi, nonché in tutti quelli caratterizzati da una <strong>malocclusione dentale e/o scheletrica </strong>come il morso crociato (mono o bilaterale), il palato ogivale, la retrusione della mandibola, l’occlusione di classe due con morso profondo o morso aperto anteriore, l’intervento indicato è la <strong>TERAPIA ORTODONTICA.</strong><br />
La TERAPIA ORTODONTICA, in età pediatrica, nel bambino, nel soggetto in crescita, si pone come obiettivo quello di ristabilire la corretta morfologia delle arcate dentarie e delle loro strutture scheletriche di sostegno. Conseguenza di questa terapia, chiaramente attuabile solo dallo specialista ortodontista, sarà in quasi tutti i casi il miglioramento della funzione respiratoria con <strong>scomparsa del russamento.</strong> Questo tipo di intervento, per essere efficace, prevede l’espansione rapida del palato in un primo tempo e in seguito, dopo aver ricostituito una adeguata forma alle arcate, prevede l’avanzamento mandibolare. La combinazione di queste due procedure comporta una riduzione delle resistenze nasali e l’aumento delle dimensioni dello spazio faringeo. Nel nostro protocollo, alla procedura ortodontica associamo sempre uno o più cicli di lavaggi nasali con soluzione salina ipertonica: qui si utilizza uno <strong>strumento di origine ayurvedica</strong> chiamato <strong>Neti Lota. </strong></p>
<p>Esistono infine rari casi in cui non si riesce ad ottenere una remissione dei sintomi di OSAS, nonostante l’impiego di tutto l’arsenale terapeutico finora descritto. In tali casi è indicato uno strumento per la ventilazione respiratoria a pressione positiva nasale come la CPAP (acronimo di Continuous Positive Airway Pressure), un apparecchio tipicamente indicato nei soggetti adulti che presentano OSAS di tipo grave.</p>
<p>I disturbi respiratori del sonno in età pediatrica ed in particolare l’OSAS sono una vera e propria malattia sistemica che deve essere intercettata e curata già nell’infanzia, tempestivamente, se ne si vuole <strong>prevenire le gravi conseguenze sistemiche.</strong> Si tratta di una patologia complessa che fino a pochi anni fa non era descritta in letteratura, anche se i sintomi sono sempre stati presenti. La complessità del quadro impone un approccio multidisciplinare. Oltre allo specialista ortodontista, dovranno interagire tra loro lo studio dentistico e altri specialisti, che agiranno come una squadra. Le figure coinvolte in questo team multidisciplinare saranno:</p>
<p>&#8211; il<strong> pediatra</strong>, primo medico a cui si rivolgono sempre i genitori</p>
<p>&#8211; lo <strong>specialista ORL, otorinolaringoiatra, </strong>che va sempre considerato per gli aspetti faringei</p>
<p>&#8211; lo <strong>SPECIALISTA IN ORTODONZIA</strong> per le malocclusioni</p>
<p>&#8211; il <strong>neurologo </strong></p>
<p>&#8211; il <strong>dietologo</strong>.</p>
<p>È importante che tutte queste figure abbiano una preparazione specifica come esperti del sonno proprio a causa della complessità che questi quadri possono presentare.</p>
<p><strong>La prevenzione è il fattore su cui puntare maggiormente.</strong> La cura dei disturbi del sonno nei bambini è una priorità assoluta: una corretta respirazione notturna, infatti, è requisito essenziale per <strong>una buona qualità della vita.</strong></p>

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