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	<title>carie Archivi - Hodos Ortodonzia Specialistica</title>
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	<title>carie Archivi - Hodos Ortodonzia Specialistica</title>
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		<title>Dentizione mista: come gestire la permuta dei denti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[web@tobeplus.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 15:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
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		<category><![CDATA[ortodonzia bambini]]></category>
		<category><![CDATA[salute del cavo orale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione La fase della dentizione mista rappresenta un momento importante nello sviluppo dentale di un bambino: è quel periodo in cui convivono denti da latte e denti permanenti, e in cui si verifica la cosiddetta permuta dentaria. Oggi noi della squadra di Hodos vogliamo parlarti di questo argomento perché sappiamo bene quanto questo periodo possa</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2025/11/24/dentizione-mista-come-gestire-la-permuta-dei-denti/">Dentizione mista: come gestire la permuta dei denti</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Introduzione</strong></h2>
<p>La fase della <strong>dentizione</strong> <strong>mista</strong> rappresenta un momento importante nello <strong>sviluppo dentale</strong> di un bambino: è quel periodo in cui convivono <strong>denti da latte</strong> e <strong>denti permanenti</strong>, e in cui si verifica la cosiddetta <em>permuta dentaria</em>.</p>
<p>Oggi noi della squadra di Hodos vogliamo parlarti di questo argomento perché sappiamo bene quanto questo periodo possa essere complicato e conosciamo l’importanza di comprendere cosa succede, di sapere quali sono i tempi fisiologici e quando l’intervento di uno specialista possa fare la differenza per un corretto sviluppo dell’arcata dentaria.</p>
<h2><strong>Cos’è la dentizione mista e cosa significa permuta</strong></h2>
<p>La dentizione mista è la fase intermedia fra la <strong>dentatura decidua</strong> (dei “denti da latte”) e la dentatura permanente. Si considera che inizi intorno ai <em>6 anni</em>, quando compaiono i primi <em>molari permanenti</em> e comincia la caduta dei <strong>denti da latte</strong>, e possa protrarsi fino ai <em>12–13 anni</em> circa.<br />
La “permuta dentaria” è il processo mediante il quale i denti decidui si riassorbono e cadono per lasciare spazio ai denti permanenti che erompono e li sostituiranno.</p>
<p>Durante questa fase è normale vedere nella bocca del bambino una combinazione di:</p>
<ul>
<li>denti da latte ancora presenti</li>
<li>denti permanenti già erotti</li>
<li>spazi vuoti o “dondolanti” dove un dente da latte è in via di caduta<br />
Questo rende la dentizione mista una fase dinamica e da seguire con attenzione.</li>
</ul>
<h2><strong>I tempi tipici e le fasi della permuta</strong></h2>
<p>Ecco un riepilogo dei tempi più <em>comuni</em> della permuta dentaria:</p>
<ul>
<li>Primo stadio (circa 6-8 anni): permuta degli incisivi e comparsa dei primi molari permanenti.</li>
<li>Stadio intermedio (“intertransizionale”, circa 8-10 anni): periodo in cui non avvengono cambiamenti sensibili, ma ancora coesistono elementi decidui e permanenti.</li>
<li>Secondo stadio (10-12 anni): permuta di canini, molari da latte e comparsa dei premolari e dei secondi molari permanenti.</li>
</ul>
<p>È fondamentale ricordare che ogni bambino può avere <em>tempi leggermente diversi</em>, ma è importante che il processo segua la sequenza prevista e che non vi siano ritardi o problematiche che possano influire <em>sull’occlusione</em> e sullo <em>sviluppo dell’arcata</em>.</p>
<h2><strong>Perché è importante seguire la dentizione mista</strong></h2>
<p>La fase della <strong>dentizione mista</strong> è fondamentale per la <em>postura dento-mascellare</em>, la formazione degli spazi nelle arcate, e <em>l’allineamento</em> dei <strong>denti permanenti</strong>. Se qualcosa va storto, ad esempio perdita precoce di un dente da latte, mancato spazio per il dente permanente, abitudini viziate come suzione del dito o deglutizione atipica, possono comparire malocclusioni o problemi di allineamento associati talvolta a dolore.<br />
In particolare, mantenere in situ i denti decidui fino alla loro caduta fisiologica è consigliabile, salvo problemi clinici, proprio per evitare <em>perdita di spazio in arcata pe i denti permanenti che dovranno erompere</em>.</p>
<h2><strong>Cosa possono fare i genitori (e il dentista)</strong></h2>
<p>Ecco alcuni consigli pratici per gestire al meglio questa fase:</p>
<ul>
<li>Monitorare regolarmente la bocca del bambino e effettuare dei controlli almeno ogni sei mesi dall&#8217;odontoiatra pediatrico e dall&#8217;ortodontista.</li>
<li>Salvaguardare i denti da latte: anche se “sono solo temporanei”, perché hanno un ruolo importante nel mantenere lo spazio per i denti permanenti.</li>
<li>Mantenere una buona igiene orale: la carie precoce nei denti da latte può compromettere la permuta e lo sviluppo dell’arcata.</li>
<li>Evitare oppure correggere abitudini viziate (respirazione orale, deglutizione atipica) che possono interferire con la corretta posizione dei denti permanenti e dello sviluppo craniomandibolare.</li>
<li>Rivolgersi all’<strong>ortodontista</strong> nei casi in cui si notino ritardi nell’eruzione, denti permanenti che sono già erotti ma i decidui non sono caduti, denti da latte che rimangono troppo a lungo, o spazi vuoti troppo grandi dopo la perdita di un dente deciduo.</li>
</ul>
<h2><strong>Quando preoccuparsi</strong></h2>
<p>Alcune situazioni meritano <em>particolare attenzione</em> e una consulenza specialistica:</p>
<ul>
<li>Un dente deciduo che non cade e un permanente che erompe dietro o davanti ad esso: può esserci una ritenzione del deciduo o una situazione di ectopia del permanente.</li>
<li>Perdita precoce del dente da latte senza mantenitore di spazio in arcata: può causare riduzione di spazio e affollamento dei denti permanenti o impossibilità del permanente di erompere rimanendo dunque ritenuto o incluso.</li>
<li>Mancanza congenita del dente permanente sotto il deciduo (agenesia): in questi casi il dente da latte può rimanere più a lungo ma sarà necessaria una precisa valutazione.</li>
<li>Difetti di sequenza, ritardo o eruzione anomala dei denti permanenti, malocclusioni: richiedono una valutazione ortodontica precoce.</li>
</ul>
<p>In questi casi l&#8217;<strong>ortodontista</strong> può intervenire con <em>trattamenti preventivi</em> o <em>intercettivi</em> per assicurare uno sviluppo armonico delle arcate sia da un punto di vista dentale che scheletrico e muscolare nell&#8217;ottica di gettare solide basi per la salute generale futura.</p>
<h2><strong>Comportamenti errati</strong></h2>
<p>Ritenere che non sia necessario lavare i <strong>denti da latte</strong> perché cadranno: la corretta educazione all’<em>igiene della bocca</em> deve iniziare prima possibile.</p>
<p>Se si scoprono carie ai <strong>denti</strong> <strong>decidui</strong> il comportamento più sbagliato è lasciar perdere e attendere che questi cadano perché significa <em>compromettere la salute dei denti permanenti</em>.</p>
<p>Rimandare i controlli periodici, completi di radiografie, pensando che tutte le <strong>carie</strong> si vedano e si sentano: la carie può <em>non essere visibile ad occhio nudo</em> e <em>non causare dolore</em> fino a quando il danno non diventa profondo.</p>
<h2><strong>Conclusione</strong></h2>
<p>La <strong>dentizione mista</strong> rappresenta un’occasione importante per intervenire in modo intercettivo nell’evoluzione del sorriso e della funzionalità orale del bambino. Sapere <em>quando</em> e <em>come</em> si verifica la <strong>permuta dei denti</strong>, riconoscere i segnali di allarme e collaborare con l’<strong>ortodontista</strong> aiuta a garantire un percorso di sviluppo sano e sereno.<br />
Se hai dubbi o hai osservato qualcosa di insolito nella bocca del tuo bambino, non esitare a consultare un professionista: un controllo tempestivo farà la differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Consigli per un sorriso sano, proteggiamoci dalla carie interprossimale</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2023/04/05/consigli-per-un-sorriso-sano-proteggiamoci-dalla-carie-interprossimale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[web@tobeplus.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 08:36:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[caria]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
		<category><![CDATA[sorriso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La carie interprossimale, come dice il nome stesso, è una tipologia di carie che si localizza tra un dente e l’altro, spesso impercettibile ad occhio nudo. È importante prevenirla con dei semplici strumenti di igiene orale domiciliare come il collutorio, il filo interdentale o gli scovolini: i nostri migliori alleati. Il solo spazzolamento con le</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>carie interprossimale, come dice il nome stesso, </strong>è una tipologia di carie che si localizza tra un dente e l’altro, spesso impercettibile ad occhio nudo. È importante prevenirla con dei semplici strumenti di igiene orale domiciliare come il collutorio, il filo interdentale o gli scovolini: i nostri migliori alleati. Il solo spazzolamento con le setole dello spazzolino non è infatti sufficiente per raggiungere questi spazi stretti.</p>
<h2><strong>I sintomi della carie</strong></h2>
<p>Purtroppo quando si manifesta una carie interprossimale lo fa in modo improvviso: o il dente si rompe perché la carie è avanzata sotto lo smalto e ha lasciato solo un <em>“guscio” </em>che poi cede sotto le forze di masticazione o il dente fa male nel momento in cui i batteri riescono a raggiungere la polpa del dente.</p>
<h2><strong>L’importanza della prevenzione della carie per il team Hodos</strong></h2>
<p>Il team <strong>Hodos</strong> investe molto in prevenzione, dalla formazione del team agli strumenti diagnostici di ultima generazione abbiamo più di un radiografico dedicato alla diagnosi preventiva della carie ed in particolar modo della carie interprossimale. <strong><em>Cosa possiamo fare dunque per proteggere il nostro sorriso?</em></strong> Avere la consapevolezza dell’esistenza di questo tipo di lesione in primis ed in secondo luogo fare regolarmente delle radiografie (digitali a bassissimo dosaggio) chiamate <strong><em>Bitewings</em></strong> che ci permettono di vedere tra un dente e l’altro ed intercettare precocemente demineralizzazioni o purtroppo scoprire qualche lesione cariosa che successivamente andrà curata. <strong>Ricordiamoci che per i più piccoli è importante l’esempio che diamo noi genitori:</strong> se ci vedono usare il filo ne saranno incuriositi e attratti e sia che sia il classico filo in spagnoletto sia che sia con la forcella possiamo trasmettergli ed insegnargli l’importanza della prevenzione e dell’adeguata igiene orale domiciliare perché ricordiamoci sempre che il team <strong>Hodos</strong> è qui per voi&#8230;ma la carie si previene a casa, con norme di igiene orale e con accortezze alimentari.</p>
<p>Vuoi maggiori informazioni su come prevenire la carie? Contattaci al numero di telefono <strong>041986661 </strong>o invia una email all’indirizzo <strong>segreteria.daloja@hodosortodonzia.it</strong> per raccogliere tutte le informazioni di tuo interesse.</p>
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		<title>Odontoiatria conservativa &#8211; Intervista per TG Plus Salute</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2021/01/25/odontoiatria-conservativa-intervista-per-tg-plus-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 11:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dallo studio]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
		<category><![CDATA[igiene orale]]></category>
		<category><![CDATA[odontoiatria conservativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’odontoiatria conservativa si occupa della prevenzione, della diagnosi e del trattamento della patologia cariosa a carico di tutti i denti che ne sono affetti. Il nome indica l’obiettivo primario di questa disciplina, ovvero intervenire precocemente sulla lesione così da limitarne la progressione. In questo modo, si riesce a ridurre la demolizione di tessuto dentale e</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2021/01/25/odontoiatria-conservativa-intervista-per-tg-plus-salute/">Odontoiatria conservativa &#8211; Intervista per TG Plus Salute</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>odontoiatria conservativa</strong> si occupa della prevenzione, della diagnosi e del trattamento della patologia cariosa a carico di tutti i denti che ne sono affetti. Il nome indica l’obiettivo primario di questa disciplina, ovvero <strong>intervenire precocemente sulla lesione così da limitarne la progressione</strong>. In questo modo, si riesce a ridurre la demolizione di tessuto dentale e a “conservare” quanto più tessuto sano possibile.</p>
<p>Il <strong>dottor Ugo d&#8217;Aloja</strong> ne ha parlato ai microfoni di <strong><a href="https://tgplus.it/odontoiatria-conservativa-come-curare-i-denti-cariati/" target="_blank" rel="noopener">TG Plus Salute</a></strong>, rubrica sul mondo del benessere e della medicina di TG Plus Treviso.</p>

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		<title>La verità è: prevenire è meglio che curare.</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2018/03/30/la-verita-e-prevenire-e-meglio-che-curare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 12:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News dallo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[igiene alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[igiene dentale]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prevenire è meglio che curare: ormai lo sanno tutti. E’ l’effetto di un claim pubblicitario di grande successo. Gli spot pubblicitari sono fatti così: in uno slogan devono esprimere un concetto che rimanga impresso nella nostra mente a lungo. Una famosa marca di dentifrici, trent&#8217;anni fa, ci è riuscita, conquistando la leadership del mercato. Il</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2018/03/30/la-verita-e-prevenire-e-meglio-che-curare/">La verità è: prevenire è meglio che curare.</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prevenire è meglio che curare</strong>: ormai lo sanno tutti.</p>
<p>E’ l’effetto di un claim pubblicitario di grande successo. Gli spot pubblicitari sono fatti così: in uno slogan devono esprimere un concetto che rimanga impresso nella nostra mente a lungo. Una famosa marca di dentifrici, trent&#8217;anni fa, ci è riuscita, conquistando la leadership del mercato. Il messaggio è stato così forte che quando sentiamo esprimere il concetto <strong>“Prevenire è meglio che curare”</strong> (in realtà ben precedente alla campagna pubblicitaria in questione), tutti annuiamo convinti, perché <strong>il successo di questo spot è dovuto anche al fatto che sostiene la pura e semplice verità.</strong></p>
<p>Tuttavia la realtà sembra essere molto diversa: da una fonte OCSE del 2013 emerge infatti che <strong>il nostro Paese, a livello sanitario, spende lo 0,5% in prevenzione</strong> rispetto alla Finlandia che ne spende il 5,4%. Italia e Finlandia si trovano agli antipodi di una classifica nel mezzo della quale ci sono tutte le altri Nazioni. Insomma: come spesso capita, <strong>ci troviamo in coda agli altri Paesi Europei. </strong></p>
<p>In Italia purtroppo ci sono ancora scuole che vietano ai bambini di adoperare lo spazzolino dentale dopo la merenda o il pranzo… probabilmente anche per questo che le fonti del WHO indicano <strong>in Italia</strong> la presenza di almeno <strong>una carie ogni quattro bambini.</strong> Bambini che cresceranno e con loro, ahimè, crescerà pure la carie: una malattia tra le più diffuse le cui conseguenze diventano ineliminabili una volta che i denti sono stati intaccati. Certo, la carie si cura; ma a caro prezzo.</p>
<p>Proprio per quanto premesso riteniamo doveroso raccontare tutta <strong>la verità</strong>, e dirla forte e chiara: <strong>la carie si può prevenire. </strong>Come? Semplice: vanno attuate alcune misure fin da piccoli. In questo noi genitori, noi adulti, abbiamo un’enorme responsabilità sulla salute delle future generazioni.<br />
Per quanto riguarda i denti, <strong>la prevenzione si basa su quattro pilastri.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong><u>Igiene dentale corretta:</u></strong> eseguire pulizia dei denti dopo ogni pasto coricandosi solo dopo aver spazzolato i denti con una quantità di dentifricio delle dimensioni di un pisello</li>
<li><strong><u>Igiene alimentare corretta:</u></strong> evitare gli eccessi di alimenti ricchi di zuccheri semplici, che sono facilmente fermentabili</li>
<li><strong><u>Controlli periodici dal dentista</u></strong><strong>,</strong> fin da quando spuntano i primi dentini</li>
<li>Applicazione di gel e vernici<strong> <u>carioprotettive</u></strong> nel caso ve ne sia indicazione</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancor prima di seguire queste 4 regole, è imperativo che noi adulti si abbia anzitutto davvero a cuore <strong>la cultura della prevenzione.</strong> A tal proposito, bisogna sfatare alcuni vecchi miti. Il primo è che la salute sia un diritto; in realtà <strong>la salute è una conquista.</strong> Certo: tutti abbiamo diritto a stare bene… Ma lo star bene è frutto di comportamenti, mica un dono che cade dal cielo! Lo star bene, soprattutto se vogliamo che ci accompagni anche da adulti, dipende da quanta prevenzione è stata concretamente effettuata nel corso degli anni. Ecco perché <strong>la prima responsabilità di ogni genitore</strong> è quella di informarsi responsabilmente su quali azioni siano in grado di prevenire eventuali <strong>malattie, disfunzioni</strong> ed ogni altro quadro patologico che possa nuocere al miglior potenziale di crescita della prole.</p>

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		<title>Obiettivo ZERO CARIE: Senza una buona alimentazione non ci arriveremo mai!</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2018/02/09/obiettivo-zero-carie-senza-buona-alimentazione-non-ci-arriveremo-mai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 11:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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		<category><![CDATA[White Spots]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete quanti tipi di batteri sono presenti nella nostra bocca in una situazione di buona salute? Pare ve ne siano almeno 350 tipi che convivono pacificamente all&#8217;interno del cavo orale. Di questi 350 tipi, parliamo di miliardi di batteri, tre tipi, gli Streptococchi Mutans, i Lactobacilli e gli Actinomiceti, sono quelli maggiormente coinvolti in una</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2018/02/09/obiettivo-zero-carie-senza-buona-alimentazione-non-ci-arriveremo-mai/">Obiettivo ZERO CARIE: Senza una buona alimentazione non ci arriveremo mai!</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete quanti tipi di batteri sono presenti nella nostra bocca in una situazione di buona salute? Pare ve ne siano almeno 350 tipi che convivono pacificamente all&#8217;interno del cavo orale. Di questi 350 tipi, parliamo di miliardi di batteri, tre tipi, gli <strong>Streptococchi Mutans</strong>, i <strong>Lactobacilli</strong> e gli <strong>Actinomiceti</strong>, sono quelli maggiormente coinvolti in una delle malattie tra le più diffuse al mondo: parliamo della <strong>CARIE</strong>.<br />
Ma questi batteri <strong>non sono gli unici responsabili;</strong> alla formazione della<strong> CARIE</strong> concorrono anche numerosi altri fattori tra cui le condizioni della salute dell’ospite (noi stessi) e i nostri comportamenti.</p>
<p>La carie è una patologia multifattoriale a carattere infettivo che si determina quando l’ecosistema orale di altera. <strong>Non basta curare le carie; finché le condizioni che hanno provocato la carie non cambieranno, saremo sempre a rischio di altre carie.</strong></p>
<p>La carie è una malattia molto complessa; una volta che l’ecosistema orale si altera acidificandosi, le condizioni per la demineralizzazione dello smalto saranno quelle favorevoli ed il processo non si fermerà.</p>
<p><strong>E allora</strong> <strong>noi cosa possiamo fare?</strong><br />
Non ci resta che una sola possibilità: in presenza di carie dobbiamo modificare le condizioni che ne hanno consentito la formazione. Questo significa che dobbiamo modificare i nostri comportamenti. Dobbiamo modificare anche i comportamenti dei nostri bambini se veramente vogliamo che diventino grandi con denti forti e sani. Come sempre, nel corso della nostra vita, <strong>la premessa per il cambiamento è la consapevolezza sulla situazione. </strong>Creatasi una buona conoscenza, consapevole del problema da affrontare, potremo adottare comportamenti adeguati ad ottenere risultati diversi da quelli finora conseguiti.  La verifica ed il controllo dei risultati sono il terzo passaggio.</p>
<p>Per questo <strong>oggi parleremo del ruolo della dieta e dell’alimentazione nella prevenzione del fenomeno carioso e di quanto i nostri comportamenti possono influire sulla prevenzione della carie.</strong></p>
<p>I batteri che provocano la carie e che si sviluppano nel biofilm che riveste i nostri denti, hanno bisogno di <strong>carboidrati</strong> (zuccheri) per svilupparsi. Il meccanismo è il seguente: il <strong>metabolismo dei carboidrati</strong>, con maggiore efficacia quanto più questi zuccheri sono semplici, provoca l’acidificazione dell’ambiente orale che intaccherà i tessuti duri dei denti.<br />
Ogni volta che introduciamo dei <strong>carboidrati</strong> nel cavo orale, il pH (l’acidità) all’interno del biofilm che riveste i denti si abbassa (l’ambiente si acidifica)  a causa dell’aumentato metabolismo batterico causato dalla grande disponibilità di zuccheri. Una volta che il pH sarà sceso sotto il valore di 5.5, i tessuti dentali saranno soggetti al processo di demineralizzazione che comporta la dissoluzione della sostanza minerale dentale.</p>
<p>Il processo continuerà fino al momento in cui interverrà il cosiddetto meccanismo “tampone” da parte della saliva. La <strong>secrezione di saliva, </strong>conseguente all’introduzione di cibo in bocca, aumenta la liberazione di ioni di bicarbonato, che in circa trenta minuti sarà in grado di riportare il livello dell’acidità del biofilm che riveste i tessuti dentali fuori dalla zona di rischio. Normalmente a questo punto avviene la rimineralizzazione dei tessuti duri dentali.</p>
<p>Se l’assunzione di cibi e bevande ricchi di zuccheri semplici avverrà troppo spesso, la permanenza nella <strong>zona di rischio carie</strong> (a pH acido sotto il valore di 5.5) sarà maggiore della capacità “tampone” della saliva. Quindi se la demineralizzazione avrà il tempo di essere efficace, si creeranno le prime lesioni semplici <strong>(white spots</strong>) sulla superficie dei denti dalle quali si formeranno le cavità cariose vere e proprie. Il fenomeno non è troppo diverso di quando d’inverno usciamo al freddo in canottiera per pochi secondi: non avverrà nulla. Ma se rimanessimo all&#8217;aperto in canottiera,  esposti al freddo a lungo, ci raffredderemo ed ammaleremo più facilmente.</p>
<p>Lo zucchero semplice più efficace nel provocare le carie, il <strong>saccarosio</strong>, è quello che abitualmente è presente nelle nostre cucine. Lo troviamo sui banconi dei bar, nei dolci, nelle caramelle, nelle merendine, nei gelati ed in una grande quantità di cibo, in dosi molto maggiori di quanto sia possibile immaginare.  Ma anche il glucosio, il fruttosio, il maltosio e il lattosio (ecco da cosa dipendono le carie da biberon) sono facilmente metabolizzati dai batteri cariogeni.</p>
<p>Le più recenti linee guida per la prevenzione della carie sono concordi nel ritenere che la dieta, intesa come l’insieme di cibi e bevande consumate da un soggetto, abbia un effetto diretto sulla salute orale. L’alimentazione e la dieta sono un fattore eziologico essenziale nella patogenesi della carie e delle <strong>erosioni dello smalto</strong>. A questo punto speriamo di aver creato una adeguata consapevolezza su alcuni  comportamenti errati la cui conseguenza provoca la carie.</p>
<p>L’evidenza scientifica ha chiarito che l’assunzione di cibi ricchi di zuccheri semplici come quelli contenuti in:</p>
<p><strong>&#8211; bibite </strong></p>
<p><strong>&#8211; succhi di frutta</strong></p>
<p><strong>&#8211; dolciumi</strong></p>
<p><strong>&#8211; caramelle</strong></p>
<p><strong>&#8211; merendine</strong></p>
<p><strong>&#8211; barrette</strong></p>
<p><strong>&#8211; biscotti</strong></p>
<p><strong>&#8211; torte</strong></p>
<p><strong>cibi prodotti con criteri biologici o meno</strong> che siano di produzione casalinga o industriale, quando supera un determinato limite, quello delle quattro assunzioni giornaliere è alla base dell’aumento del rischio di patologia cariosa. Per <strong>questo l’attenzione all&#8217;alimentazione ed alla dieta deve essere vigile: </strong>i carboidrati semplici sono presenti anche in snack salati e in molti altri cibi. Senza scadere nel fenomeno opposto alla superficialità, cioè l’ossessione, dobbiamo controllare cosa introduciamo e cosa forniamo ai nostri bambini, allo scopo di preservare un bene prezioso come la nostra salute.<br />
<strong>Tutte le possibili fonti di carboidrati semplici devono essere monitorate con attenzione.</strong></p>
<p>Per quello che riguarda la dieta, un valido ausilio lo possiamo trovare nei cosiddetti <strong>CIBI FUNZIONALI</strong> come lo sono alcuni <strong>Chewing Gums</strong>. Il loro uso provoca un aumento della produzione di saliva, il cui effetto tampone sull&#8217;acidità del biofilm del cavo orale abbiamo appena affrontato.</p>
<p>Inoltre il loro uso comporta un’azione meccanica che provoca la parziale rimozione di residui di cibo e di placca batterica dalle superfici dentali. Infine la maggior parte dei <strong>chewing gums</strong>, al giorno d’oggi è “<strong>sugar free</strong>”, cioè contiene sostanze, come lo xilitolo, che hanno un’azione cario-preventiva che li pone nella categoria del cosiddetto “<strong>functional food</strong>”. Altre sostanze caratteristiche analoghe sono l’estratto di stevia, quello di corteccia di magnolia ed alcuni ceppi di probiotici su cui la ricerca scientifica sta tuttora compiendo approfondimenti.</p>
<p>Possiamo concludere affermando che è indispensabile la conoscenza dei meccanismi che causano la carie per prevenirne gli effetti<strong>. Essere consapevoli di quanto sia importante mantenere sempre una buona igiene orale allo scopo di conservare in salute i nostri denti ed i loro tessuti di sostegno è fondamentale</strong>. Il comportamento adeguato ne è la diretta conseguenza. Per questo non dobbiamo sottovalutare quanto sia importante attenerci ad una corretta dieta ed alimentazione per raggiungere un obiettivo che dovrebbe stare a cuore a chiunque:  <strong>ZERO CARIE</strong>!</p>

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		<title>Carie da biberon: come evitarla?</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2017/11/23/come-evitare-carie-da-biberon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 08:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini viziate]]></category>
		<category><![CDATA[biberon]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso prolungato o inappropriato del biberon può avere conseguenza spiacevoli, come lo sviluppo della patologia chiamata “carie da biberon”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il biberon è un valido aiuto nella gestione del bambino, consente la reidratazione e il nutrimento in modo comodo e in assenza di latte materno diventa uno strumento indispensabile per fornire l’apporto necessario di alimenti.</p>
<p>Come accade per il ciuccio o per il succhiamento del dito, il problema non è l’uso, bensì è l’azione o <strong>l’uso prolungato o inappropriato del biberon</strong>, che può avere delle conseguenza spiacevoli.</p>
<p>L’uso del ciuccio quando il bambino è stanco o agitato, ha lo scopo di calmarlo perché la suzione non nutritiva ripropone un movimento che il cervello riconduce alla sazietà e induce la calma. La stessa cosa avviene con il dito: il bambino si auto consola e si calma.  Il biberon aggiunge a questo aspetto il fatto di contenere bevande, succhi di frutta o latte, contenenti zuccheri (fruttosio, saccarosio, lattosio…).</p>
<p>Somministrare ripetutamente e a lungo liquidi zuccherati al bambino può portare a aumentare il rischio di sviluppare quella patologia chiamata “<strong>carie da biberon</strong>”. Il biberon associato al sonno fa si che questo tipo di carie sia particolarmente aggressiva perché gli zuccheri contenuti hanno modo di agire quando il bambino si addormenta e il flusso salivare diminuisce.  Il contatto diretto e prolungato fa siche si sviluppi la carie prevalentemente nei denti da latte frontali, per poi diffondersi rapidamente al resto della dentizione.</p>
<p>3 consigli per evitare la carie da biberon:</p>
<p>&#8211; Mettere solo acqua nel biberon evitando bevande zuccherate</p>
<p>&#8211; Evitare la somministrazione di zuccheri prima del sonno o dei sonnellini mattutini e pomeridiani</p>
<p>&#8211; Pulire il cavo orale del bambino con un garza inumidita o un ditale di gomma e appena possibile spazzolare i piccoli dentini per abituarli alla corretta igiene.</p>
<p>Abituare il bambino ad <strong>abbandonare le abitudini viziate</strong>, cercando di far si che sia una scelta e non una privazione e <strong>fare una visita di controllo</strong> consentono di ricevere informazioni importanti, di ridurre il rischio di sviluppare carie, di intervenire in stadi precoci di sviluppo cariogenico evitando così fastidi, dolori e l’eventuale perdita del deciduo che deve mantenere in arcata lo spazio per il dente permanente.</p>
<p>Nello studio ortodontico del dott. Ugo d’Aloja si usa una fotocamera specifica per diagnosticare le lesione cariose, così che il bambino sperimenti in modo sereno il contatto con gli strumenti di diagnosi e possa avere una consapevolezza completa potendo vedere, domandare e confidare nelle attenzioni del team.</p>

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		<title>Perché si sigillano i denti?</title>
		<link>https://hodosortodonzia.it/2017/11/09/perche-si-sigillano-i-denti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio@loja]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 08:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pianeta ortodonzia]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
		<category><![CDATA[sigillatura denti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La carie è una malattia cronica tra le più diffuse nel mondo ed è una malattia infettiva...</p>
<p>L'articolo <a href="https://hodosortodonzia.it/2017/11/09/perche-si-sigillano-i-denti/">Perché si sigillano i denti?</a> proviene da <a href="https://hodosortodonzia.it">Hodos Ortodonzia Specialistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>carie</strong> è una malattia cronica tra le più diffuse nel mondo (Harris et al., 2012; Do, 2012) ed è “una <strong>malattia infettiva</strong> a carattere cronico-degenerativo ad eziologia multifattoriale” (Ministero della Salute Italiano). Si sono sviluppate negli anni pratiche di prevenzione per far fronte a questa diffusione tra cui le<strong> sigillature dei solchi e fessure naturali presenti sulle superfici dei denti</strong>.</p>
<p><strong>Cos’è la sigillatura dei denti?</strong></p>
<p>La sigillatura consiste nella pulizia perfetta della superficie del dente e nella chiusura meccanico-chimica attraverso l’uso di materiali principalmente a base resinosa. Al termine si esegue un controllo dell’occlusione per evitare interferenze provocate da un eccesso di materiale.</p>
<p>L’importanza di proteggere le superfici dei denti permanenti e in alcuni casi i denti decidui, deriva dal particolare rischio di sviluppo della carie per la forma articolata dei denti e la profondità dei solchi, ma non solo. L’eruzione dei primi molari in un’arcata ancora poco sviluppata impedisce una efficace detersione e pulizia. E’ da ricordare che il bambino non gestisce tutte le manovre di igiene orale domiciliare per la limitata manualità che si svilupperà negli anni (Azarpazhooh &amp; Main, 2008). Il dente può essere aggredito dai batteri cariogenici sulle 5 superfici: occlusale, vestibolare, linguale, mesiale e distale. Le sigillature proteggono la parte occlusale ed a seconda della forma del dente a volte sono applicate anche su alcuni punti vestibolari. <strong>Le sigillature quindi non esonerano il ragazzo dal lavarsi i denti 3 volte al giorno e ad usare il filo interdentale. </strong>L’insieme delle sigillature, di una buona igiene orale domiciliare e di controlli periodici consentono di avere un miglior controllo della carie perché i batteri si sviluppano naturalmente nel cavo orale e un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati contribuisce a creare un ambiente ideale per lo sviluppo della placca batterica. Se lasciata agire può iniziare la sua azione infiammatoria su denti e gengive.</p>
<p>Dalla letteratura scientifica emerge che l’effetto preventivo delle sigillature per i primi molari permanenti si attesta all’87,1% a tre anni dalla sua applicazione (Nilchian et al., 2011), al 76.3% a quattro anni e al 65.0% a nove anni (Beauchamp et al., 2008). I solchi dei molari permanenti hanno un elevato rischio di sviluppo della carie per quattro anni circa dopo l’eruzione è quindi di fondamentale importanza sigillarli appena la superficie lo permette, perché è indispensabile mantenere un isolamento adeguato e assenza di umidità. L’integrità delle sigillature va controllata periodicamente e se queste dovessero essere danneggiate o aver subito una perdita totale vanno reintegrate per proteggere il dente e mantenere l’efficacia.</p>
<p><strong>La prima visita odontoiatrica è consigliata tra i 18 e i 24 mesi, indipendentemente dalla presenza o meno di problematiche dentali</strong> (Raccomandazioni cliniche in Odontostomatologia ministeriali 2017), per instaurare con il bambino e la famiglia una buona relazione, fargli vivere l’esperienza odontoiatrica in un clima sereno e privo di dolore, conquistando la fiducia e stimolando la curiosità e la confidenza. Se l’odontoiatra è anche specialista in ortodonzia potrà vigilare a 360° sullo stato di salute controllando stato della crescita ossea, della crescita dentale, della respirazione, della deglutizione, dello sviluppo armonioso del viso e intercettare eventuali asimmetrie o abitudini viziate e predisporre un piano di visite di controllo adeguato per ogni paziente.</p>
<p>La sigillatura è dunque un metodo di prevenzione primario applicabile a tutti gli individui e i benefici maggiori si ottengono negli individui e negli elementi dentali a rischio carie. (Azarpazhooh &amp; Main, 2008).</p>

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