
Frenulo corto: diagnosi e trattamento
Oggi noi della squadra di Hodos Ortodonzia Specialistica abbiamo il piacere di continuare ad approfondire il delicato tema del frenulo corto, argomento al quale il Dr. Ugo d’Aloja è particolarmente attento.
Il frenulo linguale corto, o anchiloglossia, è una condizione che non può essere considerata isolatamente, ma va inserita in un contesto clinico più ampio e articolato, noto come sindrome del frenulo disfunzionale (di cui abbiamo già iniziato a parlarvi in questo articolo). Questa sindrome coinvolge diverse disfunzioni orali e posturali che richiedono un approccio integrato e multidisciplinare.
Frenulo corto: perché è importante una diagnosi precoce?
Individuare tempestivamente un frenulo linguale corto è fondamentale. Nei neonati, questa condizione può compromettere la suzione durante l’allattamento al seno. Non a caso, un tempo era compito della levatrice controllare la mobilità linguale subito dopo il parto, intervenendo immediatamente in caso di anomalie. Sebbene oggi questi interventi siano regolamentati, recenti studi confermano l’efficacia di un trattamento precoce nel favorire l’allattamento naturale.
La classificazione del frenulo corto, in particolare nei casi F0 o F1, non lascia spazio a dubbi sull’urgenza dell’intervento. È possibile intervenire già nei primi giorni di vita, sempre previa valutazione specialistica. Quando invece non si rende necessario un trattamento immediato, è consigliabile inserire il bambino in un programma di monitoraggio periodico.
Il ruolo centrale dell’ortodontista e del team multidisciplinare
La gestione della sindrome del frenulo corto richiede il coinvolgimento di più specialisti: ortodontista, pediatra, logopedista, foniatra, fisioterapista, osteopata, posturologo, consulenti di allattamento e, nei casi indicati, anche il chirurgo orale. Questo perché il frenulo corto può influire non solo sulla mobilità della lingua, ma anche su deglutizione, respirazione, fonazione e postura generale.
Purtroppo, la diagnosi viene spesso effettuata tardi, talvolta in età scolare o addirittura in età adulta. Per questo motivo è essenziale programmare una prima visita ortodontica entro i 36mesi di vita, ben prima dell’eruzione dei primi molari permanenti, per poter osservare in modo globale il corretto sviluppo delle funzioni orali.
Frenulo corto e allattamento: chi può aiutare?
In ambito neonatale, un ruolo fondamentale è svolto anche da consulenti specializzati nell’allattamento, capaci di valutare se la funzionalità della lingua del neonato possa compromettere l’attacco al seno e dunque l’alimentazione adeguata e lo sviluppo e la crescita. In questi casi, una diagnosi precoce può fare la differenza nel risolvere le difficoltà della mamma e del bambino.
Trattamento chirurgico: quando è necessario intervenire
Quando si è in presenza di un frenulo linguale corto disfunzionale o restrittivo, il trattamento può prevedere un intervento chirurgico come la frenotomia o la frenulectomia. In molti casi si opta per l’uso del laser a diodo, una tecnologia che consente un intervento sicuro, preciso e minimamente invasivo. I vantaggi dell’utilizzo del laser includono:
- Ridotto sanguinamento grazie all’effetto emostatico;
- Minimo bisogno di anestesia (talvolta solo topica o non necessaria);
- Nessuna necessità di punti di sutura;
- Azione antibatterica e biostimolante, che favorisce una guarigione rapida.
Subito dopo l’intervento, è fondamentale iniziare la mobilizzazione della lingua per prevenire la formazione di tessuto cicatriziale che potrebbe ridurre nuovamente la mobilità.
Riabilitazione miofunzionale: parte essenziale del trattamento
L’intervento chirurgico da solo non basta: deve essere sempre accompagnato da un programma di riabilitazione funzionale della lingua. Questo include esercizi logopedici e terapia miofunzionale volti a ristabilire la corretta postura linguale e a migliorare la deglutizione.
L’ideale è iniziare questi esercizi prima dell’intervento, per poi proseguirli regolarmente nel periodo post-operatorio fino al completo recupero. In alcuni casi si utilizzano anche strumenti di biofeedback come la superficie elettromiografica (sEMG), che consentono al paziente e all’operatore di monitorare in tempo reale la risposta muscolare e il livello di collaborazione.
L’importanza dell’approccio globale
La riabilitazione non riguarda solo la lingua, ma coinvolge anche la postura generale del corpo. Per questo motivo, la collaborazione tra logopedista, fisioterapista, osteopata e posturologo è fondamentale. Solo attraverso un approccio transdisciplinare è possibile affrontare in modo efficace la sindrome del frenulo linguale corto.
Conclusioni
La sindrome del frenulo corto è una condizione complessa che può compromettere diverse funzioni fondamentali, dalla nutrizione al linguaggio, fino alla postura. Una diagnosi precoce e un trattamento ben strutturato, basato sulla cooperazione tra professionisti specializzati, rappresentano la chiave per una risoluzione efficace del problema. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista in ortodonzia per una valutazione completa e personalizzata.
Hodos Studio di Ortodonzia Specialistica può offrirti le informazioni di cui hai bisogno per prenderti cura della salute della tua bocca e di quella dei tuoi bambini, perché la salute del tuo sorriso è il nostro successo.
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