Frenulo corto (anchiloglossia): i sintomi, dall’allattamento al linguaggio nei bambini

Quando parliamo di frenulo linguale il termine corretto da usare, qualora si manifestino delle alterazioni, sarebbe “disfunzionale” ma nel linguaggio comune e nella comunicazione sociale viene spesso definito semplicemente “corto” seppur la sua lunghezza non sia l’unico parametro che ne identifichi caratteristiche degne di approfondimento da parte delle famiglie e delle figure mediche di riferimento.

Il frenulo linguale corto (anchiloglossia) limita la naturale mobilità della lingua. Questa condizione può causare difficoltà di suzione nei neonati, alterazioni della pronuncia e uno sviluppo anomalo del palato, sia in termini di tessuti molli che duri, e dei denti. Il trattamento più efficace prevede sempre un approccio combinato: lo sblocco chirurgico (frenulotomia o frenulectomia) seguito da una mirata rieducazione logopedica e della funzione orale.

In questo articolo, noi di Hodos, specializzati nella diagnosi e nell’intervento in caso di frenulo disfunzionale, vogliamo tornare a parlarvi di questo delicato argomento.

Cos’è l’anchiloglossia e i sintomi nei bambini

Il frenulo linguale corto (o come spiegato disfunzionale) è un tessuto sottile che collega la parte inferiore della lingua al pavimento della bocca. Quando risulta troppo corto, spesso o poco flessibile, funge da vero e proprio “tirante”, ostacolando i movimenti linguali. Nei bambini, questa condizione si può riconoscere osservando alcuni segni caratteristici:

  • Difficoltà a sollevare la lingua verso il palato o a sporgerla oltre le labbra;
  • Tipica forma “a cuore” (o a farfalla) della punta della lingua durante il tentativo di elevazione;
  • Tendenza a mantenere la bocca aperta e a sviluppare una respirazione prevalentemente orale.

Le difficoltà nell’allattamento nei neonati

Nei primi mesi di vita, un’adeguata mobilità della lingua è essenziale per garantire un attacco efficace e profondo al seno materno. Un frenulo limitante può rendere il momento della nutrizione estremamente complesso, provocando:

  • Poppate faticose, prolungate e interrotte da schiocchi;
  • Frequente ingestione di aria, che favorisce la comparsa di coliche e reflusso;
  • Scarso o lento aumento di peso del lattante;
  • Dolore, irritazione o ragadi per la madre durante la suzione.

Una valutazione precoce permette di chiarire tempestivamente se le difficoltà di avviamento dell’allattamento derivino da un’anchiloglossia non diagnosticata.

Sviluppo del palato, denti e respirazione

In condizioni fisiologiche, appoggiandosi al palato, la lingua funge da “conformatore naturale”, stimolando la crescita trasversale e sagittale dell’osso mascellare. Quando il frenulo blocca costantemente la lingua verso il basso, si innesca una reazione a catena: possono svilupparsi il palato stretto (o ogivale), un evidente affollamento dentale e alterazioni dell’occlusione. Inoltre, l’impossibilità di posizionare a riposo la lingua sul palato favorisce l’instaurarsi di una respirazione orale viziata.

Impatto sull’articolazione del linguaggio

Crescendo, la limitata mobilità della lingua può ostacolare l’articolazione di specifici suoni e fonemi (in particolare consonanti come R, L, S, Z, T, D). Anche se non tutti i bambini con frenulo corto sviluppano inevitabilmente difetti di pronuncia, una valutazione clinica e logopedica approfondita serve a chiarire se questo ostacolo anatomico stia compromettendo lo sviluppo fluido della fonazione.

L’approccio integrato: frenulotomia e logopedia

Quando la limitazione funzionale e i sintomi sono marcati, la procedura di elezione è la frenulotomia, un piccolo intervento mininvasivo che libera la lingua recidendo il frenulo. Tuttavia, la sola chirurgia spesso non è risolutiva: la terapia logopedica o miofunzionale è considerata indispensabile. Il percorso rieducativo serve a insegnare alla muscolatura i nuovi movimenti corretti, a impostare la giusta postura a riposo e a prevenire la formazione di aderenze cicatriziali che riporterebbero la lingua nella posizione errata.

Domande frequenti sul frenulo corto

Come faccio a capire se il mio bambino ha il frenulo corto?

I segnali d’allarme principali in fase neonatale sono il dolore al seno durante l’allattamento, le poppate insolitamente lunghe ed estenuanti, il rumore di “schiocco” mentre il bambino mangia e la lingua che appare a forma di cuore o piegata verso il basso quando piange.

A chi devo rivolgermi per una diagnosi accurata?

Il percorso diagnostico e terapeutico è multidisciplinare. Solitamente si parte dal pediatra, per poi affidarsi a un ortodontista specializzato o a un chirurgo orale per la valutazione anatomica, affiancati dal logopedista per la parte funzionale e muscolare, sono figure di riferimento anche le puericultrici, gli osteopati, le consulenti di allattamento e le ostetriche.

L’intervento di frenulotomia è doloroso?

No, si tratta di una procedura rapida (per non dire rapidissima in termini di esecuzione ma estremamente complessa in fase valutativa, diagnostica e preparatoria) e mininvasiva (spesso eseguita con il laser), che prevede un decorso post-operatorio estremamente veloce e ben tollerato sia dai neonati che dai bambini più grandi.

Individuare precocemente un frenulo disfunzionale consente di monitorare adeguatamente la crescita del bambino e di intervenire nel momento più opportuno con indicazioni cliniche precise. La sinergia tra ortodontista, logopedista e pediatra oltre alle altre figure di riferimento rimane la chiave fondamentale per assicurare uno sviluppo armonioso, sano e funzionale dell’intero cavo orale.

 

Se ti interessa questo argomento, scarica le nostre guide sul frenulo disfunzionale nel lattante e sulla sindrome del frenulo linguale corto.

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